Articoli con tag: magia

Magia che fai, lingua che parli

La funzione del linguaggio non è quella d’informare, ma di evocare.

Jacques Lacan

No, Lacan non stava parlando proprio dell’evocazione come ce la stiamo immaginando noi in questo momento, ma ho colto al balzo l’aforisma perché sembrava perfetto per introdurre l’argomento di oggi: il linguaggio e la magia. Per linguaggio intendo la lingua che si parla, a cui appartengono le parole che si pronunciano nell’atto di fare magia. A questo proposito la teoria, che non conosco, sarà sicuramente vasta.

Ricordo un passaggio del buon Crowley che descriveva (in Magick) gli effetti di un inno in greco antico su un giovane che di greco antico non sapeva proprio nulla. Il ragazzo, nonostante non sapesse cosa stava ascoltando, ebbe comunque una visione della divinità invocata e intuì chiaramente, per altre vie, di cosa si stava parlando.  Vero o no l’episodio costituisce comunque uno spunto per riflettere sul fatto che la lingua porta con sé un potere particolare, una cultura, un vissuto, un significato che non può non avere rilevanza nella pratica.

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Ma tu ci credi veramente?

Si discute sempre di come uscire dal proverbiale stanzino delle scope (in inglese suona molto meglio), cioè di come fare outing religioso con i propri cari e conoscenti. Se vivessimo in un mondo meno di merda, non ci sarebbe bisogno di controfirmare la dichiarazione d’intenti sessuale e religiosa, basterebbe vivere la propria vita e lasciare che gli altri si accorgano piano piano di come siamo noi (insomma, un po’ come accade quando mangi insieme a qualcuno e a un certo punto noti che gli piacciono le patate ma non i fagiolini). Invece siamo obbligati ad armarci fino ai denti di storia, scienza, nozioni, evidenze empiriche per andare spiegare – a persone a cui probabilmente non interessava nemmeno molto – la nostra versione pagana della messa domenicale.

Che palle, dico io. Ma ad un certo punto è inevitabile se si vuole vivere in pace senza dover rispondere incessantemente a domande insensate.

Ciò che purtroppo ho scoperto però è che le domande e i comportamenti insensati, lungi dal diminuire, si moltiplicano.

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Dopo un intenso week-end di letture al tavolino del bar posso affermare che…

…C’è un magico momento nella lettura dei tarocchi ad un/una perfetta sconosciuta in cui lo scetticismo iniziale – della serie sguardo fermo e labbra piegate nella classica smorfia che segue la frase “mi dispiace, tanto io non ci credo, è come l’oroscopo troppo generico”  (Che poi sarebbe bello che tutti sapessero che l’oroscopo è qualcosa di più, o almeno può esserlo, come tutto vive in una gradazione di qualità) – segue prima quel lieve stupore che abbacchia la faccia e sgrana appena appena gli occhi e poi, se la cosa è bella, se la lettura rivela qualcosa di profondo, se c’è quell’intesa particolare tra chi legge e chi viene letto, che nessuno al di fuori di loro due può apprezzare in quel momento anche se fisicamente presente, l’occhio diventa lucido, lo sguardo differente, quasi d’affetto verso me che ero sconosciuta o non creduta, spesso viene detto un grazie. Poi la magia si spezza, si torna a ciò che era prima.

Io mi domando sempre da quale misteriosa fonte numenica arrivino certe illuminazioni così puntuali e nell’altra persona nasce probabilmente il dubbio che qualcuno me l’avesse detto, finisce insomma il magico momento. Ma c’è stato.

 

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Stoppini fuori controllo…

…ovvero la storia di una candela che ha deciso di consumarsi in 20 minuti.

Nella prima foto noterete sulla destra una seconda fiamma più debole rispetto a quella principale, e nella terza si vede (poco, ma c’è!) un’ulteriore fiammella. La candela, inutile dirlo, era per questioni amorose. Nel giro dei famigerati 20 minuti è passata dalla situazione 1 alla situazione 4, con una cascata di cera rossa che sarà un piacere tutto mio pulire dal tavolo bianco ikea.

Onestamente è la prima volta che vedo questo fenomeno degli stoppini che perdono pezzi e vanno a creare fiamme multiple, e accendo parecchie candele! Anche sopra quella bianca, che se ne stava buona buonina, a un certo punto è comparsa una seconda fiamma. All’inizio ho detto – bene, sta funzionando – poi quando ho visto che si arrivava a uno scioglimento generale con un profluvio di fiamme e fiammine ho capito che il messaggio era un attimo diverso e meno lineare. La cosa è incasinata, non superata, nemmeno lontanamente. a confermarlo stanotte ho fatto un bel sogno illuminante, di quelli che non mi capitava da tempo di fare, con tutti i personaggi di questa storia. Il bello è che non avevo tirato in causa nessuno in particolare, volevo solo lasciarmi tutto alle spalle, e invece, eccoci ancora qua.

NB: Quando una candela brucia spargendo se stessa tutto intorno non è necessariamente una cosa negativa, anzi. Nella cera, così come nella fiamma, si possono rintracciare messaggi e proiezioni sul futuro risultato.

 

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Qualche annotazione finale, per i curiosi.. come offerta questa volta ho utilizzato un bicchiere d’acqua pieno di miele e rum. Se offrite del miele ad Oshun, come in questo caso (Oshun è l’orisha dell’amore, tra le altre cose), dovete assaggiarlo prima davanti a lei, per dimostrarle che non è avvelenato.

 

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Un incantesimo – andato male – spiegato

Siamo pratici, non sempre le cose vanno come vorremmo. E questo per me è stato il caso più eclatante (foto allegate). Mi diletto a raccontarvelo perché può essere utile a qualcuno e, nel filone dei post sull’interpretazione delle candele costituisce un valido esempio su cui riflettere e da cui trarre consiglio (e anche perché, diciamocelo.. è molto più divertente parlare di cose pratiche invece di speculare incessantemente sul sesso degli angeli).

E’ quasi luna piena, ho le mani in pasta e un sacco di cose belle (e brutte) su cui voglio lavorare. Ieri mi ero messa in testa di inviare indietro al mittente una serie poderosa di torti che mi sono stati fatti e che mi stavano avvelenando lo spirito. In questi casi, mi è stato insegnato, se proprio non ce la si può fare, è meglio affidare i propri problemi a qualcuno più in alto di noi che restituirà il favore allo stronzo di turno.

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I ceri che ho usato sono quelli religiosi che si trovano pure da Acqua e Sapone. Purtroppo non sono fatti di cera e molti hanno difetti di fabbricazione, quindi occhio quando li acquistate. La comodità è che sono studiati apposta per essere lasciati a bruciare, anche all’esterno (questo non vuol dire che bisogna farlo a cuor leggero, come sempre, state attenti).

Allo scopo ho preparato due ceri, uno azzurro per Yemaya, per onorarla e pregarla, e uno bianco (universale, anche se l’ideale sarebbe usare quegli stupendi ceri neri e rossi che in Italia non si trovano nemmeno con il lanternino, servono specificamente  a mandare indietro – vedi appendice al post). Non volevo maledire, volevo purificarmi, rimandare indietro tutta quella sofferenza che mi stava consumando (se avete avuto esperienza pluriennale di stronzi, sapete di cosa parlo). Per questo nella candela bianca (che ho unto dal basso verso l’alto, se ve lo stavate chiedendo!), c’erano più cose, più olio, un po’ di basilico amorevolmente coltivato l’anno scorso e un mix di resine polverizzate pertuttigliusi che male non ha mai fatto.

Insomma, tralasciando alcuni dettagli, arriviamo al clou della vicenda. Accendo i ceri in balcone, pioveva ma erano al riparo. Con il blu tutto apposto. Vado al bianco e non faccio in tempo a girarmi che la fiamma si sta smorzando, e si spegne.

Ora, quando la fiamma della candela si spegne, non è mai una cosa tanto positiva.

Può voler dire che (in assenza di cause tipo uno scroscio d’acqua o vento forte ecc) :

  • La candela è fatta male, lo stoppino è fatto male
  • Avete oberato di materiale lo stoppino (è in parte il mio caso, c’erano troppe cose intorno, ma come vi spiegherò, è successo di peggio).
  • L’area dove state lavorando non è purificata bene
  • La persona su cui state lavorando ha delle difese che vanno ben oltre la vostra portata
  • In ogni caso, che qualcosa di molto avverso lavora contro di voi.

La cosa da fare è purificare immediatamente l’area – di nuovo – e provare a riaccendere la candela. Ed è quello che ho fatto, liberando anche lo stoppino da parte delle erbe che avevo aggiunto, e ricominciando a concentrarmi intensamente e in modo prolungato sul mio intento. La fiamma ha ripreso, prima piccola e agitata, poi un po’ più intensa. Se ben vi ricordate è segno di lotta dall’altra parte. Lotta, lotta, ho pensato, ti faccio vedere io. E invece..

Stamattina trovo il cero blu che ancora va tranquillo e sereno, e quello bianco SPENTO e in queste condizioni:

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Sì. Proprio così. Il cero, non so ancora come, si è sciolto sul lato destro ed è collassato su se stesso. Lo stoppino era integro e spento. La presenza delle erbe non giustifica tale collasso, anche perché stavano ancora là integre e piene di cera.

Non escludo certo fattori ambientali, anche perché non ero presente al momento, ma questo è sicuramente quello che può accadere quando cercate di rimandare indietro a qualcuno che ha delle difese solide come una dannata fortezza. Ho preso quindi la candela, l’ho pulita con l’acetone, ho ripurificato l’area lasciando il resto dell’incantesimo a bruciare, ho aggiunto altro acetone al cero bianco, l’ho imbustato e l’ho portato a un trivio vicino casa per liberarmi dei suoi eventuali effetti nefasti.

Come interpretarlo? Sicuramente l’incantesimo, in questa sua parte, è fallito. Si è sciolto l’inizio del cero, proprio a significare, guarda, non c’è storia, prova qualcos’altro. La fiamma era debole fin dall’inizio. Il fatto che si sia ripiegato sul lato destro può indicare un mero fattore ambientale (anche il cero azzurro sta avendo difficoltà a sciogliersi sul lato destro), o che c’è proprio una difficoltà nel lato attivo, pratico, di questa situazione (per usare un eufemismo).

C’è la possibilità che io mi sia autosabotata, perché troppo coinvolta emotivamente. O che abbia sbagliato momento lunare e della giornata, colore della candela e così via. L’unica certezza, cari miei, è che se non ci si sporca un po’ le mani non si impara dai propri errori, per questo motivo sono aperta al confronto, a domande, ad altre esperienze, perché è solo affinando la pratica e l’interpretazione che un giorno gli stronzi avranno ciò che si meritano (e magari io mi dedicherò ad attività più proficue che ripulirmi dalle negatività altrui).

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Quando non si vede la luna

Quando non si vede la luna in cielo dicono che è meglio studiare che praticare, e c’è un motivo.

Fateci caso, negli ultimi giorni quanto avete dormito bene? Io mi sono guardata intorno, ho fatto caso ai piccoli dettagli delle conversazioni casuali, alle cose scritte online. In questi due giorni si è dormito male, vero?

Mentre scrivo stiamo entrando in Luna Nuova. Due notti fa alle 3 di notte, in preda all’insonnia e alla ventata di ormoni che coglie molte donne in questo periodo del mese, l’unica cosa che mi ha tenuto sana di mente è stata questa nozione, apparentemente neutra, a proposito della fase lunare. Stiamo entrando in luna nuova, mi sono detta, passerà.

Chi non mi sta prendendo per pazza probabilmente sa bene a quale sensazione di riferisco. Molte donne, tra cui anch’io, sperimentano la sindrome premestruale proprio durante la luna nuova. Non è una novità che il ciclo femminile abbia una relazione effettiva ma soprattutto simbolica con quello lunare. La luna nuova è lo svuotamento. L’energia che muove è grande, grezza, così come la nostra durante e prima del ciclo: è un momento che può durare giorni, o ore, in cui percepiamo con chiarezza e spesso rudezza, senza filtri, le cose che ci circondano. Siamo cariche di energia, sia mentale che fisica. Siamo pronte a riconsiderare tutti i nostri rapporti, a rinunciare ai legami che ci fanno soffrire, a cambiare vita. Vediamo dove non risiede il bene e non siamo disposte al compromesso perché troppo sensibili agli stimoli esterni.

L’elenco potrebbe continuare. Ma arriviamo al punto. Avete mai avuto il buon senso, in uno di questi momenti critici, di placarvi? O siete esplose contro qualcuno, avete detto cose che pensavate, per poi trovarvi il giorno dopo con qualche ormone meno burrascoso e un’idea decisamente differente della situazione? La luna nuova porta con sé la stessa categoria di problemi. Tanta energia, tanto potente, in corrispondenza di uno dei momenti di massima distruttività femminile. (Può essere il massimo per certe questioni che richiedono questo tipo di visione senza filtri. Oppure può essere un disastro completo, sono cose che capitano.)

C’è da aggiungere che se oltre a donne siete anche studiose della Luna, o streghe, o come amate definirvi, l’effetto simbolico/fisico delle fasi lunari si farà sentire ancora di più (o almeno per me è stato così), ma almeno, si spera, non vi coglierà impreparate!

 

PS. Questa luna viene a trovarsi in Ariete. Segno di Fuoco e impulsività. Non fatevi prendere la mano o se preferite, camminate nel mondo e rivoluzionatelo, (finché dura).

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Luna, luna, desidero molto, e con tutto il cuore…

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E’ dalla luna crescente che lavoro a questo progetto. E’ la prima bottiglia che riesco a realizzare in questo modo, e ho lasciato che la candela bruciasse completamente solo stanotte, appena prima della Luna Piena, giunta al suo culmine giusto un’ora fa. La cera è colata prima sul vetro e sul tavolo, poi ha formato una curiosa bandierina prima di esaurirsi completamente, la stessa che si intravede nella foto.

Il tema dell’altare per questa luna, più che tema il leitmotiv energetico, è stato il successo materiale, l’abbondanza di risorse, la sconfitta di ogni avversità e di ogni nemico. Raramente mi sono concentrata così tanto su questioni materiali. Tuttavia non c’è momento migliore per attirare il benessere di quando si sta bene. E, anche se economicamente potrei passarmela meglio, certamente in quanto studentessa mantenuta non posso lamentarmi. La ricchezza attira ricchezza, per cui non c’è momento migliore per attirare denaro di quello in cui ne avete già.

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Lettera aperta ad un neofita

etimologia di Religione tratta da http://www.etimo.it

Mi rivolgo a voi che là da qualche parte potreste imbattervi nel mio blog ed avere la curiosità o il desiderio di entrare a far parte del vasto panorama neo-pagano.

A voi voglio assolutamente dire: lasciate perdere. Perché è un percorso difficile, ingarbugliato, pieno di trappole e di problemi reali primo tra tutti decidere di aprirsi con gli altri a riguardo. Non è un gioco, non è solo psicologia, non è solo antropologia, è una vera e propria scelta di vita che bene o male influenzerà tutti gli ambiti del vostro vivere quotidiano. Se volete sentirvi solo contemporanei, se volete fare incazzare i vostri genitori, se volete esclusivamente abbracciare l’estetica neo-pagana ve lo dico onestamente: il gioco non vale la candela. Verrete derisi, insultati, dovrete nascondervi, dovrete fare a botte per trovare il tempo di celebrare e di studiare e vi troverete a dover conciliare le vostre credenze con un mondo che se ne sbatte altamente di voi e dei vostri piccoli passi nel mondo degli spiriti. Se non volete farlo veramente vi troverete in qualche anno ad un punto morto. Sarete pieni di libri inutili, pieni di strumenti rituali a prendere polvere sullo scaffale e pieni di convinzioni dettate dalla moda del momento. Se non volete farlo veramente andrete ad ingrossare le fila dei figli della mamma degli stupidi, e farete innervosire anche chi queste cose le fa seriamente, le vive, le suda.

La vita della strega praticante è una vita di ricerca, di evoluzione e di cambiamento. Sono tre parole molto belle da scrivere e sentire, purtroppo quando le vivi ti rendi conto che farne esperienza è meno piacevole. La Strega è una donna saggia, e la saggezza purtroppo non è uno stato di grazia. La wiccan è una persona capace di piegare la realtà e vi assicuro che la frase “la strega è responsabile di ciò che fa e del suo ambiente” non è uno slogan, è parte del patto che stringiamo con noi stesse e con gli Dei, con gli spiriti con cui lavoriamo, con gli elementali e con tutta la compagnia delle ombre. Bisogna essere dediti e disposti a. A migliorarsi, a spendere tempo ed energie, a rischiare e soprattutto a starsene zitti (vedi piramide della strega).

Se decidete di dedicarvi,  o di autoiniziarvi senza essere consapevoli di quello che fate, uscite dal cerchio adesso. Sembra tutto molto facile quando lo leggiamo sui libri ma mettere in pratica anche solo le basi sarà un impegno rilevante. Quando gli Dei che onorate cominceranno a interferire con la vostra vita e voi non ve ne renderete conto sarà un bel casino per tutti. Quando vi renderete conto che la Natura non è lì sempre disponibile ma va conquistata come alleata vi chiederete “chi me lo ha fatto fare”. Appunto, non fatelo dall’inizio.

Se invece non ne potete fare a meno, voglio dirvi felice incontroMi sento di poter riassumere tutto quello che penso in tre punti:

  1. La Wicca NON è l’unica religione neo-pagana. Esistono tonnellate di correnti al giorno d’oggi, forse troppe. L’unico modo che avete di capire quale è giusta per voi è studiarne molte e cominciare a praticarne una. Se cambierete idea nessuno sarà lì con il fucile puntato. Solitamente chi è intenzionato a seguire una religione neo-pagana si prende un anno e un giorno per decidere se quel percorso è adatto a lei/lui o meno. Vi consiglio caldamente di prendervi l’anno e di sfruttarlo il più possibile, anche se non rimarrete su quella strada avrete imparato molte cose.
  2. Non c’è differenza tra internet e il cartaceo: sono entrambi pieni zeppi di cazzate. Usate giudizio quando leggete qualcosa, controllate sempre la bibliografia, i riferimenti, la veridicità storica e scientifica di quello che viene affermato.
  3. Andate nella Natura. Andate al parco, andate nell’aiuola sotto casa, osservate gli animali che vi circondano, anche se non sono carini o fatati, anche se sono mosche e piccioni, quella è Natura. Parlate con gli alberi, radicatevi su della vera terra e meditate assieme agli spiriti del luogo, stringete amicizia con loro. E’ la parte più difficile per noi che viviamo in città. Ma nessuno ha mai detto che questa sia una via facile.

Ma c’è una cosa ancora più importante, che infatti lascio per ultima così può rimanervi bene impressa: non mentite a voi stessi. Chiedetevi ad un certo punto “in cosa credo? in cosa non credo?”, fate i conti con chi siete voi e dove volete andare, perché così come il Cristianesimo non è l’unica via vi assicuro che nemmeno la Stregoneria è fatta per tutti e che c’è sempre l’opzione che voi siate atei, e andrebbe benissimo così. Non è relativismo feroce, è un consiglio amorevole che vi do per stare in pace con voi stessi. Le scelte che fate a livello religioso (che includono il non essere religiosi) riguardano voi e voi soltanto.

Il sito internet dell’osservatorio sulle nuove religioni in Italia

Il sito dell’Unione Atei Agnostici Razionalisti (UAAR)

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Tra il dire e il fare..

Un brevissimo brano tratto dal mio Libro delle Ombre, ispirato a suo tempo da una grande donna e strega che ho avuto la fortuna di conoscere durante il mio cammino, quando ero molto giovane (addirittura più giovane di adesso!). E’ una lezione che mi piace leggere ogni tanto perché, nonostante tutto, continuo a combinare casini e a volte non riesco a rimanere fedele alle mie intenzioni. Ripetermi queste parole ha però un effetto di rinnovamento ogni volta, mi fa ben sperare per il futuro, mi da la sensazione di poter essere il cambiamento che vorrei vedere nel mondo. E’ anche una bella lezione di vita, per questo vorrei condividerla con voi.

Una strega vale quello che dice. La Dea ha voluto insegnarmi questo: chi dice e non fa non ha potere. Quello che mi è successo non era una punizione ma una lezione. Se non ho abbastanza potere personale da mantenere gli impegni che mi assumo nella vita di tutti i giorni, non sarò mai capace di esercitare alcun potere nel rituale. Io sono ciò che dico. Il valore non si costruisce con le parole, ma con i fatti. Quando scelgo qualcosa e lo decido per la mia vita, automaticamente rifletto le mie stesse idee, io divento la mia realtà.
“Io so che ciò che dico diverrà vero”.
Io plasmo il mondo con la mia volontà. Io decido di essere vittoriosa, è tutta una questione di volontà. 
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