Articoli con tag: arte

Letture Wiccan, ovvero come smetterla di puntare il dito

L’altra sera ero alla presentazione romana di un libro che ha catturato la mia curiosità per il nome dell’autrice e per le buone parole spese da tutti quelli che l’avevano letto. Si tratta de I Poteri della Wicca di Vivianne Crowley. Apparte il titolo infelice è un libro che mi sto letteralmente divorando e di cui onestamente si sentiva il bisogno. Perché se è vero che non tutti i libri sulla Wicca provenienti dall’America sono merda, quelli buoni non sono molti, e il dato da non dimenticare è che la Wicca è forse l’unica religione che l’Inghilterra abbia regalato al mondo. Questo incontro letterario inoltre è capitato proprio mentre stavo finendo di leggere (anche lì, avidamente), l’autobiografia della stupenda Maxine Sanders intitolata Firechild.

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Categorie: Attualità, Neofiti, Neopaganesimo | Tag: , , , , , , , , , , , , | 8 commenti

L’Archetipo in pillole

La psicologia e l’occultismo sono uno di quei connubi amorosi che se da un lato possono elevare lo spirito a nuove vette di auto-consapevolezza dall’altro hanno creato nel tempo dei mostri culturali inespugnabili basati soprattutto sulla pigrizia e sulla cattiva informazione.

Per cui oggi cercherò di fare chiarezza, da profana, su un concetto Junghino ABUSATO dal mondo neopagano (e non solo), definito in modo più o meno fantasioso a seconda delle necessità.

Secondo Jung gli archetipi esistono nell’inconscio collettivo. Essi sarebbero innati, universali ed ereditari. Gli Archetipi quindi non sono appresi e organizzano l’esperienza che facciamo di determinate cose.

Ne La Struttura della Psiche Jung afferma: “Tutte le idee più rilevanti che rintracciamo nella storia si possono far risalire agli archetipi. Questo è particolarmente vero per le idee religiose, ma anche i concetti centrali della scienza, della filosofia, dell’etica non fanno eccezione. Nella loro forma presente sono varianti di idee archetipiche create dall’applicazione e dall’adattamento cosciente di queste idee alla realtà. Poiché è la funzione stessa della coscienza, non solo riconoscere e assimilare il mondo esterno attraverso i sensi, ma anche di tradurre in realtà tangibile il mondo dentro di noi.”

Jung identificò quattro principali archetipi, ma credeva che non ci fosse limite al numero di archetipi esistenti.

Gli Archetipi sono dunque forme universali del pensiero dotati di contenuto affettivo.

Tra questi i più noti sono l’Ombra, il Sé, L’Anima e l’Animus.

(Fonti:
http://www.my-personaltrainer.it/salute/ombra.html
http://psychology.about.com/od/personalitydevelopment/tp/archetypes.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Archetipo)

la Strega, la que sabes, è uno dei più famosi archetipi femminili insieme a quello della Madre

Perché è importante conoscere e studiare gli Archetipi? Non solo per sfizio personale (che è comunque un buon motivo), ma soprattutto perché prendere consapevolezza di come funzionano e di quali contenuti simbolico affettivi sono portatori ci permette di 1) individuarli e interpretarli nella nostra vita con consapevolezza 2) saperli riconoscere nella nostra pratica, nei nostri sogni ecc 3) utilizzarli per qualcun altro, se siamo quel tipo di streghe interventiste che a me piacciono tanto.

Certo è che io non sono una psicologa, ma solo un’amante del genere, quindi non posso né mi permetterei mai di consigliarvi un percorso piuttosto che un altro, degli esercizi o delle tecniche perché quando si tocca la psiche in modo sbagliato non si hanno mai grandi risultati. Tuttavia gli archetipi, in quanto tali, ci appartengono di diritto, sono parte della nostra stessa struttura mentale, ce ne circondiamo ogni giorno, ne scriviamo, ci colmano gli occhi.

I Tarocchi di Marsiglia sono un esempio ben noto di immagini archetipiche

Andiamoli dunque a cercare tra i racconti dell’infanzia, nei libri di mitologia, nelle immagini pubblicitarie, nei video musicali, nel nostro albero genealogico, nell’arte, nelle nostre relazioni amorose e amicali, non ci sarà limite alla scoperta.

“Gli archetipi aiutano a definire personaggi e ruoli” da Brand Archetype Model, Pearson & Mark (2001)

La donna con il serpente in una pubblicità di un noto profumo

 

 

 

Categorie: Dark Witchcraft, Psicologia, Sognare | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Cercare il confronto o cercare un maestro?

Quest’anno mi sono trovata in una condizione di grazia per un certo periodo di tempo. Credevo di aver trovato finalmente un maestro nel mio percorso spirituale ma la verità è che non lo volevo veramente, infatti sono riuscita a far saltare in aria tutto con veramente poca classe.

Il problema però che vorrei porre non è la mia vicenda personale, ma piuttosto una questione più generale che tocca da vicino spesso anche in modo significativo molti neopagani: la questione dell’insegnante.

Non ho dubbi che moltissimi di noi sono sul cammino da anni e spesso non per scelta personale i loro contatti con altri neopagani o comunque con persone affini si realizzano esclusivamente per mezzo internet o in maniera molto sporadica di persona. Per questo diventa difficile capire di cosa si ha bisogno veramente nel momento in cui cominciamo più o meno intensamente a ricercare un contatto vis a vis, personale, con qualcuno.

Tra il cercare un insegnante e il cercare un confronto o un’amicizia ce ne passa. Nessuna delle due opzioni è da scartare, le persone che avevo incontrato erano semplicemente stupende ma ognuno di noi ha un carattere differente. Io, ad esempio, sono molto restia dopo un tot di tempo a farmi indirizzare. Quello di cui avevo ed ho ancora bisogno invece è il confronto in comunità, la condivisione delle mie esperienze e l’ascolto di quelle altrui. Sia per un fatto di crescita (confrontarsi ad esempio su tecniche, conoscenze spesso è utile per tracciare la linea tra realtà e fantasia), sia per un fatto di non volersi legare stabilmente ad una tradizione e a tutto ciò che questo comporta (e comporta un sacco di belle cose, ma anche molti oneri), mantenendo comunque un rapporto di reciproca stima e amicizia.

La mia impressione è che spesso si confondano i due piani. L’insegnamento continuo vs la ricerca di condivisione con persone fisicamente presenti.

E’ una domanda da porsi attentamente prima di scomodare un bravo insegnante e ha molto a che fare con il carattere personale. Ci sono alcuni di noi che sono solitari per natura, non riescono ad abbracciare mai completamente un cammino prestabilito ma desiderano invece un cammino tra persone unite, pari ma allo stesso tempo indipendenti nei loro percorsi nell’Arte. Non è una via migliore o peggiore delle altre, è sempre e solo una questione di sapersi ascoltare e conoscere la propria indole.

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