Dopo un intenso week-end di letture al tavolino del bar posso affermare che…

…C’è un magico momento nella lettura dei tarocchi ad un/una perfetta sconosciuta in cui lo scetticismo iniziale – della serie sguardo fermo e labbra piegate nella classica smorfia che segue la frase “mi dispiace, tanto io non ci credo, è come l’oroscopo troppo generico”  (Che poi sarebbe bello che tutti sapessero che l’oroscopo è qualcosa di più, o almeno può esserlo, come tutto vive in una gradazione di qualità) – segue prima quel lieve stupore che abbacchia la faccia e sgrana appena appena gli occhi e poi, se la cosa è bella, se la lettura rivela qualcosa di profondo, se c’è quell’intesa particolare tra chi legge e chi viene letto, che nessuno al di fuori di loro due può apprezzare in quel momento anche se fisicamente presente, l’occhio diventa lucido, lo sguardo differente, quasi d’affetto verso me che ero sconosciuta o non creduta, spesso viene detto un grazie. Poi la magia si spezza, si torna a ciò che era prima.

Io mi domando sempre da quale misteriosa fonte numenica arrivino certe illuminazioni così puntuali e nell’altra persona nasce probabilmente il dubbio che qualcuno me l’avesse detto, finisce insomma il magico momento. Ma c’è stato.

 

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L’iniziazione è un fatto umano

Tempo fa parlavo della mia personalissima difficoltà a fidarmi completamente di una guida “religiosa”.

Sono precisamente 11 anni che ho rifiutato qualsiasi ingerenza nel mio percorso, atteggiamento che mi ha portato anche a scaricare indegnamente la coven Wicca che avevo trovato dopo tanta fatica e tante ricerche. Perché se da un lato il bisogno di imparare da qualcuno, di affidarsi, è sempre stato presente, dall’altro la fiducia nel prossimo è sempre stata poca, a prescindere. Fiducia sulla qualità e sulla realtà di ciò che viene insegnato e fiducia sulla persona che te lo insegna. In Italia (e dico così semplicemente perché è l’unica realtà che posso dire di conoscere), nasce una corrente al giorno, una sacerdotessa al giorno. E non va bene. Pur sentendomi ormai estranea al discorso prettamente neopagano, che pure ha modellato la mia persona per tanti anni e negli anni più importanti, storco il naso di fronte alla deriva a cui stiamo assistendo.

Un osservatore attento non potrà che concordare, ma non è questo ciò di cui volevo parlarvi oggi.

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Stoppini fuori controllo…

…ovvero la storia di una candela che ha deciso di consumarsi in 20 minuti.

Nella prima foto noterete sulla destra una seconda fiamma più debole rispetto a quella principale, e nella terza si vede (poco, ma c’è!) un’ulteriore fiammella. La candela, inutile dirlo, era per questioni amorose. Nel giro dei famigerati 20 minuti è passata dalla situazione 1 alla situazione 4, con una cascata di cera rossa che sarà un piacere tutto mio pulire dal tavolo bianco ikea.

Onestamente è la prima volta che vedo questo fenomeno degli stoppini che perdono pezzi e vanno a creare fiamme multiple, e accendo parecchie candele! Anche sopra quella bianca, che se ne stava buona buonina, a un certo punto è comparsa una seconda fiamma. All’inizio ho detto – bene, sta funzionando – poi quando ho visto che si arrivava a uno scioglimento generale con un profluvio di fiamme e fiammine ho capito che il messaggio era un attimo diverso e meno lineare. La cosa è incasinata, non superata, nemmeno lontanamente. a confermarlo stanotte ho fatto un bel sogno illuminante, di quelli che non mi capitava da tempo di fare, con tutti i personaggi di questa storia. Il bello è che non avevo tirato in causa nessuno in particolare, volevo solo lasciarmi tutto alle spalle, e invece, eccoci ancora qua.

NB: Quando una candela brucia spargendo se stessa tutto intorno non è necessariamente una cosa negativa, anzi. Nella cera, così come nella fiamma, si possono rintracciare messaggi e proiezioni sul futuro risultato.

 

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Qualche annotazione finale, per i curiosi.. come offerta questa volta ho utilizzato un bicchiere d’acqua pieno di miele e rum. Se offrite del miele ad Oshun, come in questo caso (Oshun è l’orisha dell’amore, tra le altre cose), dovete assaggiarlo prima davanti a lei, per dimostrarle che non è avvelenato.

 

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Maxine Morris is our homegirl

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Ho una cotta per lei, è innegabile. Ogni volta che la vedo, che ne leggo, ho questa voglia irrefrenabile di farmi i capelli biondo platino e correre nuda per i prati perché lei era, lei è, dannatamente, autentica. Nella sua bellezza, nella sua fierezza, nella sua grazia, è coinvolgente al primo sguardo.

 

Maxine Morris, meglio conosciuta come Maxine Sanders, è una delle figure più affascinanti della storia della Wicca Inglese. Le sue celebri foto costellano l’immaginario moderno con il loro carico di innocenza, sensualità e misticismo.

Maxine scoprì la stregoneria in età giovanissima. A 16 anni venne iniziata nella congrega di Alex Sanders e contestualmente divenne sua moglie. Questo matrimonio mi ha sempre suscitato emozioni contrastanti. Maxine era in un’età in cui siamo ancora considerati ragazzini, e improvvisamente abbandonò gli studi per dedicarsi anima e corpo alla diffusione della stregoneria. Se non fosse stato per lei la stregoneria non sarebbe arrivata fino a noi, e se oggi siamo qui a parlarne non è solo merito di personalità eccentriche come Gardner o Sanders, ma anche e soprattutto di questa bambina che le circostanze della vita hanno reso la Regina delle Streghe, la Madre Estatica.

Qualche mese fa è stata realizzata questa bella intervista, che vi allego (è in lingua inglese, se avete bisogno di una mano a tradurre, non esitate a chiedere qua sotto):

Thank you Maxine, We love you. 

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La bellezza della laicità

Fin dall’inizio una delle cose che ho profondamente amato del Neopaganesimo, a prescindere dalle sue declinazioni, è una netta separazione tra il proprio percorso spirituale e le proprie scelte politiche.

Ovviamente in quanto cittadini la nostra religione influenza le nostre convinzioni e le nostre idee sugli altri e sugli oggetti più propriamente politici. Ma l’assenza di un capo riconosciuto, di un testo sacro che sia uno, di una chiara organizzazione a livello macro che indirizzi tutti gli altri (se escludiamo i principi della Pagan Federation, che in ogni caso rimangono principi spirituali e che non hanno la caratteristica dell’obbligatorietà), ha evitato quella deriva che coinvolge dall’inizio dei tempi la maggior parte delle religioni organizzate e secolarizzate e che vuole che, a un certo punto della storia, le convinzioni religiose personali entrino con passo di piombo nella sfera pubblica.

Non conosco, almeno nel mio ristretto ambiente e per quanto riguarda la rete, nessun neopagano che abbia preso decisioni politiche per ragioni prettamente religiose, ma solo persone che hanno agito da cittadini e cittadine, in modo totalmente variegato e differenziato. La politica non entra nel discorso spirituale, se non per pochi limitati temi che tra l’altro non coinvolgono tutti nello stesso grado e nella stessa intensità (ad esempio i temi animalisti, ambientalisti, diritti civili, ecc.).

E questa la trovo una cosa meravigliosa, apprezzabile, incredibile. Da un lato potrebbe sembrare un vivere doppio, uno sdoppiamento della testa che, come dire, ragiona in un modo o nell’altro a seconda delle circostanze, eppure non è così. E’ invece un’evoluzione della forma religiosa che io trovo estremamente civile e che arricchisce ancora di più un mondo che trova nella difficoltà ad uniformarsi ad uno standard il suo punto di forza maggiore.

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Il Bòveda Espiritual

Da dove la strega trae il suo potere?

Questa è la domanda chiave per indagare la propria e l’altrui pratica, ma a prescindere dalla tradizione in cui vi trovate c’è una risposta che vale per tutti: dalla linea di parentele. I vostri antenati, i vostri familiari, sono la vostra prima fonte di protezione e potere perché è grazie a loro (o malgrado loro, a volte), che siete qui adesso e che siete le persone che siete.

In ogni tradizione troverete le indicazioni per ricordare e onorare i cari defunti, la linea ancestrale della famiglia. Non importa la vostra visione della divinità, i vostri morti accorreranno comunque prima perché vi hanno amato, avete condiviso lo stesso sangue, ed è un legame che permane.* (Nella Santeria si dice che “i morti vengono prima dei santi”).

*Credere o non credere alla vita dopo la morte è una scelta personale, e io non sono qui per convincervi di qualcosa, ma solo per condividere le mie ricerche.

Il dialogo con gli antenati è culturalmente trasversale, ed è un fatto tipicamente umano. Cercherò dunque di illustrarvi uno dei modi per coltivare un rapporto con i vostri antenati: la creazione e il mantenimento del Bòveda Espiritual.

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Un incantesimo – andato male – spiegato

Siamo pratici, non sempre le cose vanno come vorremmo. E questo per me è stato il caso più eclatante (foto allegate). Mi diletto a raccontarvelo perché può essere utile a qualcuno e, nel filone dei post sull’interpretazione delle candele costituisce un valido esempio su cui riflettere e da cui trarre consiglio (e anche perché, diciamocelo.. è molto più divertente parlare di cose pratiche invece di speculare incessantemente sul sesso degli angeli).

E’ quasi luna piena, ho le mani in pasta e un sacco di cose belle (e brutte) su cui voglio lavorare. Ieri mi ero messa in testa di inviare indietro al mittente una serie poderosa di torti che mi sono stati fatti e che mi stavano avvelenando lo spirito. In questi casi, mi è stato insegnato, se proprio non ce la si può fare, è meglio affidare i propri problemi a qualcuno più in alto di noi che restituirà il favore allo stronzo di turno.

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I ceri che ho usato sono quelli religiosi che si trovano pure da Acqua e Sapone. Purtroppo non sono fatti di cera e molti hanno difetti di fabbricazione, quindi occhio quando li acquistate. La comodità è che sono studiati apposta per essere lasciati a bruciare, anche all’esterno (questo non vuol dire che bisogna farlo a cuor leggero, come sempre, state attenti).

Allo scopo ho preparato due ceri, uno azzurro per Yemaya, per onorarla e pregarla, e uno bianco (universale, anche se l’ideale sarebbe usare quegli stupendi ceri neri e rossi che in Italia non si trovano nemmeno con il lanternino, servono specificamente  a mandare indietro – vedi appendice al post). Non volevo maledire, volevo purificarmi, rimandare indietro tutta quella sofferenza che mi stava consumando (se avete avuto esperienza pluriennale di stronzi, sapete di cosa parlo). Per questo nella candela bianca (che ho unto dal basso verso l’alto, se ve lo stavate chiedendo!), c’erano più cose, più olio, un po’ di basilico amorevolmente coltivato l’anno scorso e un mix di resine polverizzate pertuttigliusi che male non ha mai fatto.

Insomma, tralasciando alcuni dettagli, arriviamo al clou della vicenda. Accendo i ceri in balcone, pioveva ma erano al riparo. Con il blu tutto apposto. Vado al bianco e non faccio in tempo a girarmi che la fiamma si sta smorzando, e si spegne.

Ora, quando la fiamma della candela si spegne, non è mai una cosa tanto positiva.

Può voler dire che (in assenza di cause tipo uno scroscio d’acqua o vento forte ecc) :

  • La candela è fatta male, lo stoppino è fatto male
  • Avete oberato di materiale lo stoppino (è in parte il mio caso, c’erano troppe cose intorno, ma come vi spiegherò, è successo di peggio).
  • L’area dove state lavorando non è purificata bene
  • La persona su cui state lavorando ha delle difese che vanno ben oltre la vostra portata
  • In ogni caso, che qualcosa di molto avverso lavora contro di voi.

La cosa da fare è purificare immediatamente l’area – di nuovo – e provare a riaccendere la candela. Ed è quello che ho fatto, liberando anche lo stoppino da parte delle erbe che avevo aggiunto, e ricominciando a concentrarmi intensamente e in modo prolungato sul mio intento. La fiamma ha ripreso, prima piccola e agitata, poi un po’ più intensa. Se ben vi ricordate è segno di lotta dall’altra parte. Lotta, lotta, ho pensato, ti faccio vedere io. E invece..

Stamattina trovo il cero blu che ancora va tranquillo e sereno, e quello bianco SPENTO e in queste condizioni:

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Sì. Proprio così. Il cero, non so ancora come, si è sciolto sul lato destro ed è collassato su se stesso. Lo stoppino era integro e spento. La presenza delle erbe non giustifica tale collasso, anche perché stavano ancora là integre e piene di cera.

Non escludo certo fattori ambientali, anche perché non ero presente al momento, ma questo è sicuramente quello che può accadere quando cercate di rimandare indietro a qualcuno che ha delle difese solide come una dannata fortezza. Ho preso quindi la candela, l’ho pulita con l’acetone, ho ripurificato l’area lasciando il resto dell’incantesimo a bruciare, ho aggiunto altro acetone al cero bianco, l’ho imbustato e l’ho portato a un trivio vicino casa per liberarmi dei suoi eventuali effetti nefasti.

Come interpretarlo? Sicuramente l’incantesimo, in questa sua parte, è fallito. Si è sciolto l’inizio del cero, proprio a significare, guarda, non c’è storia, prova qualcos’altro. La fiamma era debole fin dall’inizio. Il fatto che si sia ripiegato sul lato destro può indicare un mero fattore ambientale (anche il cero azzurro sta avendo difficoltà a sciogliersi sul lato destro), o che c’è proprio una difficoltà nel lato attivo, pratico, di questa situazione (per usare un eufemismo).

C’è la possibilità che io mi sia autosabotata, perché troppo coinvolta emotivamente. O che abbia sbagliato momento lunare e della giornata, colore della candela e così via. L’unica certezza, cari miei, è che se non ci si sporca un po’ le mani non si impara dai propri errori, per questo motivo sono aperta al confronto, a domande, ad altre esperienze, perché è solo affinando la pratica e l’interpretazione che un giorno gli stronzi avranno ciò che si meritano (e magari io mi dedicherò ad attività più proficue che ripulirmi dalle negatività altrui).

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L’Archetipo in pillole

La psicologia e l’occultismo sono uno di quei connubi amorosi che se da un lato possono elevare lo spirito a nuove vette di auto-consapevolezza dall’altro hanno creato nel tempo dei mostri culturali inespugnabili basati soprattutto sulla pigrizia e sulla cattiva informazione.

Per cui oggi cercherò di fare chiarezza, da profana, su un concetto Junghino ABUSATO dal mondo neopagano (e non solo), definito in modo più o meno fantasioso a seconda delle necessità.

Secondo Jung gli archetipi esistono nell’inconscio collettivo. Essi sarebbero innati, universali ed ereditari. Gli Archetipi quindi non sono appresi e organizzano l’esperienza che facciamo di determinate cose.

Ne La Struttura della Psiche Jung afferma: “Tutte le idee più rilevanti che rintracciamo nella storia si possono far risalire agli archetipi. Questo è particolarmente vero per le idee religiose, ma anche i concetti centrali della scienza, della filosofia, dell’etica non fanno eccezione. Nella loro forma presente sono varianti di idee archetipiche create dall’applicazione e dall’adattamento cosciente di queste idee alla realtà. Poiché è la funzione stessa della coscienza, non solo riconoscere e assimilare il mondo esterno attraverso i sensi, ma anche di tradurre in realtà tangibile il mondo dentro di noi.”

Jung identificò quattro principali archetipi, ma credeva che non ci fosse limite al numero di archetipi esistenti.

Gli Archetipi sono dunque forme universali del pensiero dotati di contenuto affettivo.

Tra questi i più noti sono l’Ombra, il Sé, L’Anima e l’Animus.

(Fonti:
http://www.my-personaltrainer.it/salute/ombra.html
http://psychology.about.com/od/personalitydevelopment/tp/archetypes.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Archetipo)

la Strega, la que sabes, è uno dei più famosi archetipi femminili insieme a quello della Madre

Perché è importante conoscere e studiare gli Archetipi? Non solo per sfizio personale (che è comunque un buon motivo), ma soprattutto perché prendere consapevolezza di come funzionano e di quali contenuti simbolico affettivi sono portatori ci permette di 1) individuarli e interpretarli nella nostra vita con consapevolezza 2) saperli riconoscere nella nostra pratica, nei nostri sogni ecc 3) utilizzarli per qualcun altro, se siamo quel tipo di streghe interventiste che a me piacciono tanto.

Certo è che io non sono una psicologa, ma solo un’amante del genere, quindi non posso né mi permetterei mai di consigliarvi un percorso piuttosto che un altro, degli esercizi o delle tecniche perché quando si tocca la psiche in modo sbagliato non si hanno mai grandi risultati. Tuttavia gli archetipi, in quanto tali, ci appartengono di diritto, sono parte della nostra stessa struttura mentale, ce ne circondiamo ogni giorno, ne scriviamo, ci colmano gli occhi.

I Tarocchi di Marsiglia sono un esempio ben noto di immagini archetipiche

Andiamoli dunque a cercare tra i racconti dell’infanzia, nei libri di mitologia, nelle immagini pubblicitarie, nei video musicali, nel nostro albero genealogico, nell’arte, nelle nostre relazioni amorose e amicali, non ci sarà limite alla scoperta.

“Gli archetipi aiutano a definire personaggi e ruoli” da Brand Archetype Model, Pearson & Mark (2001)

La donna con il serpente in una pubblicità di un noto profumo

 

 

 

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Quando non si vede la luna

Quando non si vede la luna in cielo dicono che è meglio studiare che praticare, e c’è un motivo.

Fateci caso, negli ultimi giorni quanto avete dormito bene? Io mi sono guardata intorno, ho fatto caso ai piccoli dettagli delle conversazioni casuali, alle cose scritte online. In questi due giorni si è dormito male, vero?

Mentre scrivo stiamo entrando in Luna Nuova. Due notti fa alle 3 di notte, in preda all’insonnia e alla ventata di ormoni che coglie molte donne in questo periodo del mese, l’unica cosa che mi ha tenuto sana di mente è stata questa nozione, apparentemente neutra, a proposito della fase lunare. Stiamo entrando in luna nuova, mi sono detta, passerà.

Chi non mi sta prendendo per pazza probabilmente sa bene a quale sensazione di riferisco. Molte donne, tra cui anch’io, sperimentano la sindrome premestruale proprio durante la luna nuova. Non è una novità che il ciclo femminile abbia una relazione effettiva ma soprattutto simbolica con quello lunare. La luna nuova è lo svuotamento. L’energia che muove è grande, grezza, così come la nostra durante e prima del ciclo: è un momento che può durare giorni, o ore, in cui percepiamo con chiarezza e spesso rudezza, senza filtri, le cose che ci circondano. Siamo cariche di energia, sia mentale che fisica. Siamo pronte a riconsiderare tutti i nostri rapporti, a rinunciare ai legami che ci fanno soffrire, a cambiare vita. Vediamo dove non risiede il bene e non siamo disposte al compromesso perché troppo sensibili agli stimoli esterni.

L’elenco potrebbe continuare. Ma arriviamo al punto. Avete mai avuto il buon senso, in uno di questi momenti critici, di placarvi? O siete esplose contro qualcuno, avete detto cose che pensavate, per poi trovarvi il giorno dopo con qualche ormone meno burrascoso e un’idea decisamente differente della situazione? La luna nuova porta con sé la stessa categoria di problemi. Tanta energia, tanto potente, in corrispondenza di uno dei momenti di massima distruttività femminile. (Può essere il massimo per certe questioni che richiedono questo tipo di visione senza filtri. Oppure può essere un disastro completo, sono cose che capitano.)

C’è da aggiungere che se oltre a donne siete anche studiose della Luna, o streghe, o come amate definirvi, l’effetto simbolico/fisico delle fasi lunari si farà sentire ancora di più (o almeno per me è stato così), ma almeno, si spera, non vi coglierà impreparate!

 

PS. Questa luna viene a trovarsi in Ariete. Segno di Fuoco e impulsività. Non fatevi prendere la mano o se preferite, camminate nel mondo e rivoluzionatelo, (finché dura).

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Luna, luna, desidero molto, e con tutto il cuore…

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E’ dalla luna crescente che lavoro a questo progetto. E’ la prima bottiglia che riesco a realizzare in questo modo, e ho lasciato che la candela bruciasse completamente solo stanotte, appena prima della Luna Piena, giunta al suo culmine giusto un’ora fa. La cera è colata prima sul vetro e sul tavolo, poi ha formato una curiosa bandierina prima di esaurirsi completamente, la stessa che si intravede nella foto.

Il tema dell’altare per questa luna, più che tema il leitmotiv energetico, è stato il successo materiale, l’abbondanza di risorse, la sconfitta di ogni avversità e di ogni nemico. Raramente mi sono concentrata così tanto su questioni materiali. Tuttavia non c’è momento migliore per attirare il benessere di quando si sta bene. E, anche se economicamente potrei passarmela meglio, certamente in quanto studentessa mantenuta non posso lamentarmi. La ricchezza attira ricchezza, per cui non c’è momento migliore per attirare denaro di quello in cui ne avete già.

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