Il gabbiano, sincronicità e viaggi mentali


C’è una domanda che assilla molti di noi, specialmente quando approcciamo argomenti come il viaggio sciamanico: me lo sto immaginando o è reale? Dove finisce la percezione soggettiva e dove comincia quella oggettiva?

Chiariamoci sui termini. Oggettiva nel senso di condivisibile, che esiste separatamente dalla nostra immaginazione e dunque accessibile anche ad altri. Me lo sono domandata spesso: le mie esperienze sciamaniche sono puramente un viaggio nel mio inconscio o qualcosa di più?

Per tentare di dare una risposta voglio raccontarvi di una recente esperienza che mi è capitata.

Sto mettendo su un progettino imprenditoriale per conto mio e sono alla ricerca di un nome. Non un nome qualsiasi, ma proprio un bel nome potente. Di solito, quando sono in crisi creativa, mi affido al viaggio sciamanico. Mi rilasso , accedo al mio luogo di potere e da lì mi muovo nella vastità del paesaggio naturale che lo circonda sotto forma o con l’aiuto dei miei animali di potere, alla ricerca dell’ispirazione o di un messaggio. Ora, tra gli animali che nel tempo si sono alleati con me non c’è mai stato nemmeno per sbaglio il gabbiano. Certo, ne incontro molti nella vita reale, soprattutto quando vado a Roma (ma a Roma vedere un gabbiano è un po’ come vedere un piccione o una mosca, spadroneggiano per la città), ma non ne ho mai incontrato uno come totem, almeno fino a questo momento.

Un altro punto interessante è che ero in macchina con amici. Già. Nel tempo ho imparato a fare di necessità virtù e siccome spesso non ho la tranquillità di starmene stesa a viaggiare, ho deciso che quando voglio un po’ di astrazione lo annuncio e loro sanno che la mia mente è altrove e che se anche mi parlano io sono da un’altra parte. Ma arriviamo al dunque.

Ero nel mio familiare luogo di potere (se ci si lavora un po’ si stabilizza, a prescindere dall’immaginazione, una volta mi è capitato di doverlo ripulire perchè era un po’ che non lo frequentavo ed erano cresciute delle erbacce..), e comincio a chiamare l’animale che di solito mi accompagna in questa ricerca della creatività e del senso. Dopo un po’, non ricordo come, appare un enorme gabbiano. Mi oppongo, credendo fosse la mia mente che cominciava a divagare, ma il gabbiano imperterrito non scompariva anzi, mi invitava a seguirlo e a cavalcarlo. Salgo sul suo dorso e il viaggio comincia. La familiare foresta scompare e ci troviamo su una distesa d’acqua. Il gabbiano mi parla e mi dice: “Il viaggio sarà molto lungo, ma ti porterò nel luogo dove i nomi vengono assegnati, lì potrai chiedere il nome per il tuo progetto”. A questo punto ero mentalmente stanca e distaccata, ero in una sorta di stato alpha ad occhi aperti e mi dispiaceva per i miei compagni di viaggio, quindi ho chiesto cortesemente di poter tornare al mio stato di coscienza normale e di rimandare il nostro incontro in un momento più propizio. Ci ho messo un bel po’ per focalizzare di nuovo la situazione, ma è andata: mai più cavalcate sciamaniche in macchina.

Ovviamente il passo successivo è stato quello di indagare. Perchè il gabbiano? Esiste veramente un luogo dove i nomi vengono assegnati? E ho cominciato a fare quello che noi streghe moderne sappiamo fare meglio: andare su Google. Un’ultima precisazione prima di andare avanti: le mie meditazioni/visualizzazioni ecc. sono un po’ bilingui. Nel senso che la maggior parte delle volte le comunicazioni che ho sono mezze in italiano mezze in inglese, questo perchè per un periodo ho studiato per entrare in una coven madrelingua inglese e mi sono abituata a conversare in inglese. Quindi il messaggio del gabbiano era “the place where names are given”. Googlo esattamente questo, con le virgolette, non aspettandomi nulla se non un “la tua ricerca non ha prodotto nessun risultato”. E invece trovo un blog di una signora che alla ricerca di un cognome dopo la separazione dal marito ha ricevuto lo stesso identico messaggio mentre meditava su una montagna.

Allora cerco cosa rappresenta il Gabbiano, e mi imbatto in un’altra sorpresa. Il Gabbiano è un animale un po’ assente nella mitologia, ma da TUTTE le fonti viene associato al dio celtico Lir e alla dea gallese Don (Don/Danu, vi ricorda qualcosa?). Scavo ancora e scopro un paio di meravigliose leggende nativo americane sulle battaglie tra il Gabbiano e il Corvo per la spartizione del territorio.

Sono due questioni differenti ovviamente, il luogo dei nomi e il Gabbiano, ma entrambe dotate di un’estrema coerenza. Non credo sia un caso che proprio nel periodo in cui tutti i miei sforzi di ricerca siano diretti alla questione Morrigan/Danu mi appaia proprio un Gabbiano, mentre solitamente il mio compagno di viaggio era il Corvo. 

Mi chiedo se altri come me abbiano avuto esperienze simili, di estrema sincronicità, e che spiegazioni/senso gli abbiano dato.

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Categorie: Sciamanesimo, Vita da strega | Tag: , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Il gabbiano, sincronicità e viaggi mentali

  1. Dear Erin, I love that you found the story about asking for my name on the mountain. I believe in these synchronicities. To add to your story, one of the women who went to the mountain with was named Erin. This put a big smile on my face!

    • I’m so glad you commented 🙂 Your story is very ispiring indeed and I am intrigued by the name-connection (even if Erin it’s “just” the name I’ve chosen as a pagan)

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