Siamo pratici, non sempre le cose vanno come vorremmo. E questo per me è stato il caso più eclatante (foto allegate). Mi diletto a raccontarvelo perché può essere utile a qualcuno e, nel filone dei post sull’interpretazione delle candele costituisce un valido esempio su cui riflettere e da cui trarre consiglio (e anche perché, diciamocelo.. è molto più divertente parlare di cose pratiche invece di speculare incessantemente sul sesso degli angeli).
E’ quasi luna piena, ho le mani in pasta e un sacco di cose belle (e brutte) su cui voglio lavorare. Ieri mi ero messa in testa di inviare indietro al mittente una serie poderosa di torti che mi sono stati fatti e che mi stavano avvelenando lo spirito. In questi casi, mi è stato insegnato, se proprio non ce la si può fare, è meglio affidare i propri problemi a qualcuno più in alto di noi che restituirà il favore allo stronzo di turno.

I ceri che ho usato sono quelli religiosi che si trovano pure da Acqua e Sapone. Purtroppo non sono fatti di cera e molti hanno difetti di fabbricazione, quindi occhio quando li acquistate. La comodità è che sono studiati apposta per essere lasciati a bruciare, anche all’esterno (questo non vuol dire che bisogna farlo a cuor leggero, come sempre, state attenti).
Allo scopo ho preparato due ceri, uno azzurro per Yemaya, per onorarla e pregarla, e uno bianco (universale, anche se l’ideale sarebbe usare quegli stupendi ceri neri e rossi che in Italia non si trovano nemmeno con il lanternino, servono specificamente a mandare indietro – vedi appendice al post). Non volevo maledire, volevo purificarmi, rimandare indietro tutta quella sofferenza che mi stava consumando (se avete avuto esperienza pluriennale di stronzi, sapete di cosa parlo). Per questo nella candela bianca (che ho unto dal basso verso l’alto, se ve lo stavate chiedendo!), c’erano più cose, più olio, un po’ di basilico amorevolmente coltivato l’anno scorso e un mix di resine polverizzate pertuttigliusi che male non ha mai fatto.
Insomma, tralasciando alcuni dettagli, arriviamo al clou della vicenda. Accendo i ceri in balcone, pioveva ma erano al riparo. Con il blu tutto apposto. Vado al bianco e non faccio in tempo a girarmi che la fiamma si sta smorzando, e si spegne.
Ora, quando la fiamma della candela si spegne, non è mai una cosa tanto positiva.
Può voler dire che (in assenza di cause tipo uno scroscio d’acqua o vento forte ecc) :
- La candela è fatta male, lo stoppino è fatto male
- Avete oberato di materiale lo stoppino (è in parte il mio caso, c’erano troppe cose intorno, ma come vi spiegherò, è successo di peggio).
- L’area dove state lavorando non è purificata bene
- La persona su cui state lavorando ha delle difese che vanno ben oltre la vostra portata
- In ogni caso, che qualcosa di molto avverso lavora contro di voi.
La cosa da fare è purificare immediatamente l’area – di nuovo – e provare a riaccendere la candela. Ed è quello che ho fatto, liberando anche lo stoppino da parte delle erbe che avevo aggiunto, e ricominciando a concentrarmi intensamente e in modo prolungato sul mio intento. La fiamma ha ripreso, prima piccola e agitata, poi un po’ più intensa. Se ben vi ricordate è segno di lotta dall’altra parte. Lotta, lotta, ho pensato, ti faccio vedere io. E invece..
Stamattina trovo il cero blu che ancora va tranquillo e sereno, e quello bianco SPENTO e in queste condizioni:
Sì. Proprio così. Il cero, non so ancora come, si è sciolto sul lato destro ed è collassato su se stesso. Lo stoppino era integro e spento. La presenza delle erbe non giustifica tale collasso, anche perché stavano ancora là integre e piene di cera.
Non escludo certo fattori ambientali, anche perché non ero presente al momento, ma questo è sicuramente quello che può accadere quando cercate di rimandare indietro a qualcuno che ha delle difese solide come una dannata fortezza. Ho preso quindi la candela, l’ho pulita con l’acetone, ho ripurificato l’area lasciando il resto dell’incantesimo a bruciare, ho aggiunto altro acetone al cero bianco, l’ho imbustato e l’ho portato a un trivio vicino casa per liberarmi dei suoi eventuali effetti nefasti.
Come interpretarlo? Sicuramente l’incantesimo, in questa sua parte, è fallito. Si è sciolto l’inizio del cero, proprio a significare, guarda, non c’è storia, prova qualcos’altro. La fiamma era debole fin dall’inizio. Il fatto che si sia ripiegato sul lato destro può indicare un mero fattore ambientale (anche il cero azzurro sta avendo difficoltà a sciogliersi sul lato destro), o che c’è proprio una difficoltà nel lato attivo, pratico, di questa situazione (per usare un eufemismo).
C’è la possibilità che io mi sia autosabotata, perché troppo coinvolta emotivamente. O che abbia sbagliato momento lunare e della giornata, colore della candela e così via. L’unica certezza, cari miei, è che se non ci si sporca un po’ le mani non si impara dai propri errori, per questo motivo sono aperta al confronto, a domande, ad altre esperienze, perché è solo affinando la pratica e l’interpretazione che un giorno gli stronzi avranno ciò che si meritano (e magari io mi dedicherò ad attività più proficue che ripulirmi dalle negatività altrui).
















